Cultura Venerdì 28 Maggio 2010
Milano. Dai primi mesi del 2009 circa 10000 migranti ogni mese hanno attraversato il deserto del Tenere per raggiungere l'Europa e l’Italia in particolare. E’ il più alto flusso degli ultimi 6 anni e nemmeno la guerra per l’uranio tra i ribelli dell’MNJ ed il Governo Nigerino, iniziata nella primavera 2007, è riuscita a ridurne la portata. Vengono dagli stati dell’Africa occidentale e del sud e raggiungono il Niger spesso con mezzi di fortuna. Alcuni si fermano nelle città per cercare di guadagnare del denaro e solo in seguito attraversano il deserto e raggiungono Dirkou, l’oasi da dove hanno luogo le partenze per la Libia. Una buona parte riuscirà a partire ma quelli rimasti senza denaro, resteranno stranded “intrappolati” a Dirkou. Con stranded si chiamano tra loro e identificano chi non riesce a ripartire C’è chi non aveva denaro a sufficienza, chi è stato derubato, chi non ha calcolato le tangenti da pagare ai posti di controllo. Lavorare gratis per un padrone in attesa di essere pagato è l’unico modo per sperare di proseguire il viaggio. Molti si adattano a fare qualsiasi cosa, ma ad alcuni l’idea di essere sfruttati, inferiori e abbandonati può impedire una reazione, condannandoli a rimanere “schiavi” per molto tempo. Le ragazze devono accettare compromessi ancor più pesanti: lavorare per qualcuno e nel frattempo soddisfarlo sessualmente, oppure lavorare per uno dei 3 bordelli dell’oasi a 1500 CFA [2,3€] a prestazione. Non hanno altre scelte! I primi giorni di Aprile 2009 nell’oasi di Dirkou c’erano 7000 persone in attesa di ripartire per la Libia. Le statistiche ufficiali dicono che le dure condizioni del viaggio causano la morte di circa il 12% dei migranti, ma si suppone che siano molti di più. Negli stessi giorni nell’Italia e nell’Europa pre-elettorale, i politici discutevano sulla legittimità o meno dei respingimenti in mare. In mostra allo spazio Hub in via Paolo Sarpi 8 www.alfredobini.com/
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