Moda Milano Sabato 27 Febbraio 2010
Milano. Via Lanza.La mostra Perdere la testa, Il cappello tra moda e follia ricostruisce il legame sottile che da sempre intercorre tra cappello e follia, evidenziando la relazione tra copricapo e testa, tra contenitore e contenuto (il pensiero), che in questo caso spazia dalla follia come malattia alla moda come contagio. A raccogliere l’eredità della relazione tra cappello e follia è la figura ormai storicizzata del cappellaio matto, resa familiare dal libro di Lewis Carroll Alice nel paese delle meraviglie. Diventato tale, come leggenda vuole, a causa del mercurio utilizzato per la lavorazione del feltro, un metodo ormai superato di cui a stento si conserva memoria. O ancora la pazzia del cappellaio era il frutto di un apprendistato condotto vagabondando da una città all’altra. Chi non cammina sulla retta via (il lavoro, la famiglia, la carriera), prima o poi si perde, o piuttosto perde la testa, da cui tutto parte: sia in tema di cappelli che di follia. O piuttosto per l’incapacità di poter sostenere le diverse identità sottese ad ogni cambio di cappello come rivela Gustav Meyrink in Golem. Basta sostituirlo per ritrovarsi in testa il punto di vista dell’altro.
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