Cronaca Roma Mercoledì 27 Gennaio 2010
Roma. La Camera dei deputati, a dieci anni dall’entrata in vigore della legge che ha istituito il Giorno della Memoria per ricordare la Shoah, ha celebrato l’evento, il 27 gennaio, alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nell’Aula di Montecitorio. Alla celebrazione, che è stata aperta dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini, è intervenuto il Premio Nobel per la Pace, Elie Wiesel. E' la quarta persona nella storia a parlare nell'aula di Montecitorio: prima di lui, questo onore era stato concesso al leader dell'Olp Yasser Arafat (nel 1982), al re di Spagna Juan Carlos (nel 1998, in ossequio al fatto che il monarca è romano di nascita) e a Papa Giovanni Paolo II (il 14 novembre 2002). Il premio Nobel per la Pace ha ringraziato l'Italia per la solidarietà testimoniata nel ricordo della Shoah, affermando che «questo paese costituisce un modello perché la commemorazione in Italia abbraccia tutte le sfere della società». «Dovremo però dedicare questa giornata - ha proseguito Wiesel - non solo al ricordo, ma anche alla riflessione, alla presa di coscienza perchè il silenzio non aiuta mai la vittima ma sempre l'aggressore. Se Auschwitz non ha guarito il mondo dall'antisemitismo - si è chiesto Wiesel - cosa potrà guarirlo?». «Dal passato abbiamo imparato che l'antisemitismo è un'infamia e il razzismo è stupido ma non dobbiamo consentire che il nostro passato diventi il futuro dei nostri figli»
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