Cultura Milano Giovedì 26 Novembre 2009
Milano. Dopo la Conversione di Saulo di Caravaggio, Palazzo Marino torna ad aprire le porte al pubblico per un altro grande evento. Arriva a Milano il San Giovanni Battista di Leonardo, grazie alla collaborazione del Comune con il Louvre di Parigi (che custodisce l'opera), Eni ed il Ministero per i Beni e le Attvità Culturali. Sarà possibile visitare l'opera leonardesca che viene esposta nella prestigiosa Sala Alessi dal 27 novembre al 27 dicembre gratuitamente. Servizio di Emilia Trevisani
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Ho visitato la mostra “Leonardo a Milano, San Giovanni Battista dal museo del Louvre a Palazzo Marino”. E' sempre una sorpresa poter vedere e scoprire l'Arte da vicino, soprattutto quella storica e universale. Nei grandi eventi espositivi, spesso e volentieri organizzati come fossero “pacchi culturali” per attirare i visitatori ,dove contano i grandi numeri e fare business (che per motivi diversi il motivo riporta a quello dei derivati finanziari) qualche volta rimangono fermi ai criteri del gusto e del “no profit”. Un plauso dunque all’ Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Massimiliano Finazzer Flory. Un’ esposizione straordinaria, che dura un mese esatto, da Venerdì 27 Novembre a Domenica 27 Dicembre, e sorprendentemente ad ingresso libero! L’opera leonardesca si trova presso la sede del Comune di Milano , (Piazza della Scala 2) , in sala Alessi. Un breve percorso ( direi didattico) corredato da pannelli informativi e da video raccontano la storia del dipinto del San Giovanni Battista. Il dipinto è su tavola e misura 69 centimetri per 57. Una lieve luce di un solo faro attraversa il vetro antiproiettile della teca climatizzata. L’iconografia del Battista è particolarmente legata a Firenze, di cui il santo è il patrono. Secondo alcuni studiosi il dipinto sarebbe stato iniziato a Firenze e terminato a Milano tra il 1509 e il 1510: in questo caso la sua realizzazione sarebbe compresa tra il secondo soggiorno fiorentino dell’artista e l’ultimo a Milano; secondo altri esperti, invece, l’esecuzione risalirebbe tra il 1513 e il 1515. La tavola è citata per la prima volta da Antonio De Beatis, segretario del cardinale Luigi d’Aragona, che l’ha visto nello studio di Leonardo a Cloux, in Francia, dove il maestro ha trascorso gli ultimi due anni. Le mie impressioni: Il dipinto somiglia a quello della Gioconda, il volto dal fascino enigmatico fissa lo spettatore con uno sguardo ammaliatore, terribilmente ipnotico. L’elemento più eclatante è il sorriso ambiguo, fatale, dolce e beffardo, innocente e malizioso quasi sensuale. Sono sorprendenti i tratti fisionomici: l´incerto codice erotico, soggetto maschile ma dai lineamenti femminei, ricorda l´altro Giovanni biblico, il giovane discepolo del Cenacolo (futuro evangelista) che ha sedotto Dan Brown.
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