Matera. 25 novembre 2009. La situazione risultata dalle indagini era a danno di donna cinese anch'essa, di 28 anni clandestina, segregata in casa da 20 giorni, in una città di cui non conosceva il nome, la collocazione geografica in Italia, tenuta “schiava in casa” e costretta a prostituirsi. A sua disposzione solo 2 babydoll, t-shirt e jeans che indossava quotidianamente ed un cellulare a cui era costetta a rispondere sempre. Ogni due giorni circa i connazionali, che riusultava risiedessero a Tarnato, passavano dall'appartamento a ritirare l'incasso e il sabato le recapitavano una busta della spesa con i viveri necessari per una settimana.
Le indagini sono partite circa 20 gioni fa, quando su un quotidiano locale apparve un annuncio categoria “AAA” dove si offrivano massaggi rilassanti e altro.
Appostamenti e intercettazioni telefoniche hanno fattto emergere la condizione di schiavitù perpetrata ai danni della 28enne dai due connazionali, e l'appartamento tra l'altro, dove la ragazza riceveva i “clienti” era in scarse condizioni igieniche
Gli incassi erano alti, circa 9-10mila euro nei venti giorni e importi giornalieri tra I 6/700 euro,ogni prestazione (stimata in circa 60 eruo) veniva regolarmente registrata su un quaderno che la donna arrestata ha anche cercato di distruggere e strappare mentre era seduta nella volante che la portava in questura.
Altro segnale delle condizioni di repressione e schiavitù in cui la ragazza era costretta a lavorare sono state evidenziate durante le indagini dagli orari “H24” che la stessa rispettava.
La clientela varia soprattutto italiani aveva un'età compresa tra I 35/45 anni con una utenza pugliese e materana.
L'escomotage usato dagli uomini della squadra è stato semplice ma ingegnoso. Hanno effettuato un controllo ed una perquisizione di sera anticipando l'arrivo dell'ufficio immigrazione la mattina seguente. Questo ha provocato la donna, che subito ha chiamato gli aguzzini per scappare. All'arrivo dei due, gli uomini appostati della polizia, li hanno tratti in arresto. Oltre la riduzione in schiavitù i due cinesi, hanno tenuto soggiogata la donna con pressioni psicologiche e ricatti dovuti allo stato di clandestinità. Servizio di Videouno.it
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