Palermo. si è svolto, presso la Società siciliana per la Storia Patria a Palermo la manifestazione internazionale dal titolo "Mafiosi, eroi o criminali", dedicata all'immagine che cinema e televisione danno del fenomeno mafioso. Una riflessione a tutto campo che parte da Palermo ed è volta a mettere a fuoco la rappresentazione che di Cosa nostra e dei mafiosi viene fornita dal cinema e dalle fiction, con particolare riferimento al messaggio e ai modelli proposti alle giovani generazioni e alle famiglie italiane.
La manifestazione, nata su iniziativa del procuratore aggiunto Antonio Ingroia, del network internazionale "Images of Justice" e di Giovanni Puglisi, e promossa dalla Fondazione Banco di Sicilia, insieme a "Images of Justice", con il patrocinio della Fondazione "Progetto Legalità", vedrà confrontarsi magistrati impegnati in prima linea, quali Roberto Scarpinato, Fabio Licata, Gaetano Paci e Raffaele Marino, giornalisti amati dal "grande pubblico" come Enrico Mentana, registi che hanno prodotto pellicole sulla mafia, del calibro di Pasquale Scimeca, Marco Amenta e Ruggero Gabbai, critici cinematografici come Alessandro Rais, e docenti universitari italiani e stranieri, fra cui i francesi Barbara Villez e Antoine Garapon, lo scozzese Peter Robson, e gli italiani Andrea Bellavita, Gennaro Carillo, Sebastiano Gesù, Alessandra Dino, Giovanni Fiandaca, Andrea Lollini e altri ancora.
Per due giorni, si discuterà sugli effetti che le varie espressioni narrative hanno nel raccontare fatti e uomini di mafia: dal rischio di creare modelli distorti, alla possibilità di diffondere una maggiore coscienza civile fra i ragazzi e nelle famiglie destinatarie dei messaggi mediatici su larga scala. Nel corso della manifestazione, che avrà luogo fra la Società siciliana per la Storia Patria (venerdì) in piazza San Domenico e Villa Zito (sabato), in via Libertà 52, verranno proiettati film e video sull'argomento.
"L'aver voluto dare vita a questa manifestazione internazionale non è un fatto casuale - sottolinea il presidente della Fondazione Banco di Sicilia, Giovanni Puglisi - ma conferma l'attenzione che poniamo verso le giovani generazioni, spesso bombardate da modelli proposti acriticamente da cinema e televisione, sui quali una riflessione va posta. E nel farlo, abbiamo voluto coinvolgere personalità di primo piano del fronte antimafia, del cinema e del mondo universitario".
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