Cronaca Palermo Venerdì 03 Aprile 2009

Il popolo di latta nella Palermo-barattolo: 'Otto senza un tetto'

inviato da Rossella Puccio46 video

Palermo. Primo degli 8 episodi di "Otto senza un tetto", serial documentaristico sull'emergenza casa. Emergenza casa: paura dello sfratto, paura delle infezioni, paura di finire di nuovo per strada. Vittime della crisi ma anche della politica e delle sue ombre. Una bidonville alle porte di Palermo. Lo sapevate?... di oltre 30 bambini (alcuni di appena pochi mesi), di 23 famiglie, di donne gravide e altre vedove stipati in un quadrato di terra alla periferia di Palermo? Un campo di proprietà del Comune allestito con una ventina di container da destinare, forse, ad una crisi differente da quella abitativa. Ma i 15 mq di lamiera colorata senza riscaldamento, con lana di vetro sul tetto come unico coibentante e nessun dispositivo anti-incendio (come testimonia la presenza di un container incendiato dolosamente un paio di mesi fa) sono ormai la casa di molti palermitani caduti in disgrazia. Disoccupati, gran parte non riceve alcun sussidio, costretti a lasciare il proprio appartamento perché senza soldi, e andare per strada, dormire in auto, o "su un pavimento perché eravamo in 13 dentro una casa piccola" come ha dichiarato Umberto Marino, portavoce del piccolo gruppo di diseredati. Scoprire, poi, quel piccolo perimetro dimenticato è sembrato a molti di loro un sogno, così da spingerli ad entrare nei container abbandonati e farne giaciglio in cui ripararsi. Un gesto che ha trovato solidarietà nella stessa comunità a cui i container erano stati assegnati legalmente. Sono una decina i cosiddetti "abusivi", se un'etichetta si può affidare alla sorte di questi disperati su cui grava una denuncia e l'ordine immediato di sgombero. Infezioni, influenze, bronchioliti sono le cause che hanno costretto al ricovero quasi tutti i bambini della "baraccopoli" di via Messina Montagne, centro periferico a ridosso del comune di Villabate. Una lista che si riempie di altri nomi e altre patologie: c'è chi soffre di insufficienza respiratoria, diabete, ictus e malattie al sistema immunitario, molti di loro appartengono alla categoria degli abusivi che dovrebbero sgomberare. E' trascorso "appena" un anno e mezzo eppure differenti i politici - compresi quelli della circoscrizione d'appartenenza - che fanno spallucce e dicono di essere venuti da poco a conoscenza della situazione. Sapevate che esistono dieci mila persone in attesa di una casa e tre mila nelle liste di emergenza? scusate, la lista ufficialmente ne riporta circa 400. Sapete che questa situazione grava sulla nostra Amministrazione da oltre sette anni? Chiamateli invisibili, senza tetto, poveri, disperati. Chiamateli come volete, perché sono troppi i nomi da ricordare. Cittadini la cui disperazione diventa ricattabile durante le elezioni, e fastidiosa quando i dadi son tratti e le promesse ritirate. Allora, sapevate tutto questo? Sì, sono consapevole del fatto che tra quei nomi vi è anche chi approfitta della situazione e forse possiede già una casa. Si sa i "furbetti del quartierino" ci sono anche in questi casi, e gli altri? quegli altri, con la "A" maiuscola, che si dovrebbero occupare della città, di nomi propri o "comuni" di persona, in bilico tra la strada e un ripario momentaneo e abbozzato. I loro nomi ,invece, hanno lo stesso battesimo, fuori dal quartierino dimenticano tutto e quegli anfratti, di cui spesso sono stati fautori, non sanno neppure come sono fatti: di lamiere colorate con tetti che reggono appena gli sbalzi del tempo e lasciano entrare acqua e vento, con la fognatura che è un pozzo nero spurgato di tanto in tanto e che lascia sempre qualche liquame decorare con piccole pozzanghere - poco colorate però - il selciato di ghiaia grossa, che è anche il prato di sassi su cui corrono e si feriscono quei 30 bambini. Quando fa caldo fa troppo caldo e quando fa freddo si gela. Qualcuno di quegli astanti con il sorriso un po' vergognato ammette che ha anche pianto quando pioveva a dirotto e dentro i container si stava stretti e senza respiro. "Come dentro una scatoletta di simmenthal, così siamo!" fanno ironia, ma non smettono di stridere i denti in una lotta alla sopravvivenza che molti di noi, siciliani visibili, neppure conoscevamo. E adesso quale sarà l'alibi? C'è chi ne ha tanti impilati tra i sussurri e le assenze dagli scranni. Rossella Puccio Contributi video Interviste: Rossella Puccio Riprese e Montaggio: Antonio Macaluso

932

visualizzazioni

Scarica questo video

Per scaricare questo filmato sul tuo computer, premi tasto destro (Control + click su Mac) sul link download e scegli la voce salva con nome

copia e incolla sul tuo sito o sul tuo blog il codice embed per incorporare questo video.
Puoi personalizzare la grafica con i parametri di colore e dimensioni sottostanti

  • combinazione colore bianco/grigio
  • combinazione colore rosso/bianco
  • combinazione colore arancione/bianco
  • combinazione colore viola/bianco
  • combinazione colore blu/bianco
  • combinazione colore verde/bianco
  • combinazione colore grigio scuro/bianco

Scegli dimensioni del player

300x224
416x311
640x478
720x538

Commenti a questo video

non sono presenti commenti per questo video