Cronaca Milano Lunedì 04 Ottobre 2010
Milano. Dal 2 al 10 ottobre si svolge la settimana della spina bifida, dedicata all'informazione e alla prevenzione di questa grave malformazione congenita della colonna vertebrale e del midollo spinale. In Italia colpisce 4/5 persone su 10.000 ma i numeri sono destinati ad aumentare perché, grazie ai ricongiungimenti familiari, arrivano nel nostro paese i figli delle persone immigrate che soffrono di questa malattia, particolarmente diffusa soprattutto nelle popolazioni ispaniche. Per prevenire la spina bifida tutte le donne dovrebbero assumere la folina, un medicinale che contiene 5 mg di acido folico, prima, durante e dopo il concepimento. Ma la folina in questo periodo nelle farmacie non si trova e viene sostituita con altri farmaci di minore efficacia e per giunta più costosi. Perchè? Che conseguenze può avere questo sulle donne incinte e sui bambini che nasceranno? Noi l'abbiamo chiesto ad alcuni farmacisti, al presidente dell'Associazione lombarda idrocefalo e spina bifida Leonardo Magistro e a Valentina Massa, ricercarice al San Gerardo di Monza. Cosa abbiamo scoperto? Che la folina costa poco, forse troppo e che a qualcuno non conviene produrla continuamente, che i farmaci alternativi non sono validi, specialmente se assunti da donne a rischio e che ogni anno si verifica un'inquietante corrispondenza tra i periodi di assenza della folina dalle farmacie e il numero di bambini spina bifida nati 9 mesi più tardi. Servizio di Claudia Bellante
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